Suspiria (2018): recensione del film di Luca Guadagnino

Non solo sono film diversissimi fra loro, il Suspiria di Dario Argento e quello di Luca Guadagnino, ma addirittura, a pensarci bene, appaiono diametralmente opposti. Nel primo, la psicologia viene annientata dal soprannaturale, la realtà non può più porre limiti al pensiero e le protagoniste, connesse alla stessa paura e reciprocamente influenzate, sembrano poter plasmare la realtà dando vita ai loro incubi primordiali. Lo si può chiamare quasi pensiero magico, incubo collettivo, materializzazione del delirio, tutte ipotesi che troverebbero ampio supporto a partire dalle atmosfere surreali del film, eppure non si ha mai ragione di credere che la congrega, nel Suspiria del 1977, non esista davvero. La sua rivelazione è progressiva, mediata dal personaggio principale di Susie Bannion (Jessica Harper, presente nel film di Guadagnino in un cameo che assume grande importanza), l’illibata fanciulla di una fiaba nera che segna la svolta orrorifica definitiva all’interno del percorso filmico dell’autore romano.
Suspiria
Che il male sia modellato dalle mani di un soggetto o un’entità semispirituale dotata di poteri sovrannaturali è una cosa tutta da vedere, invece, nel Suspiria di Guadagnino, dove l’entità corrisponde al delirio stesso, alla malattia psicologica che può dare origine all’estremizzazione di un’ ideologia, e viene quindi identificato con le confraternite, le fazioni, i gruppi, e non più le “streghe”, identificabili con le persone, donne e uomini che da soli risultano spogli e privi di ogni potere. L’unità di tempo e spazio, non più arbitraria e secondaria, diventa ora fondamentale: è la Berlino del 1977 che porta ancora le cicatrici del suo crimine, spaccata dal muro e dal terrorismo della banda Baader-Meinhof. Pretesto perfetto per riflettere sul male come insieme di azioni individuali, e poi come colpa collettiva, e non più elemento-altro, preternaturale, che guida le azioni del singolo pur rimanendo confinato al di fuori del suo corpo. Nell’horror di Argento il punto di vista è esterno, noi veniamo trasportati all’interno della scuola mediante l’entrata di Susie e vogliamo fuggirne quando Susie decide di farlo.

Un ruolo di identificazione che nel film di Guadagnino spetta, piuttosto, al dottor Joseph Klemperer, psicoterapista e medium tra opera e spettatore tramite cui la natura delle donne e della dinamica di ciò che accade nella scuola ci è sempre più chiara.

Suspiria

Suspiria è un film stratificato, denso e intelligente che attribuisce alla figura genitoriale femminile un ruolo fondamentale (non a caso Klemperer è interpretato da una donna, ancora Tilda Swinton, che veste anche i panni di una strega), e alla sua mancanza o scarsità, o menomazione, tutte le afflizioni possibili. Il meccanismo di proiezione tramite cui Susie sostituisce la madre degente (e potenzialmente anaffettiva) rivela uno scambio con una madre non meno ambigua, non meno pericolosa. Il prezzo da pagare, inoltre, è quello della depersonalizzazione, accentuata dal momento storico (e simboleggiata da un muro fisico). Il clima di morte che aleggia sulla Berlino degli anni Settanta affianca la preparazione del Volk, misteriosa coreografia incentrata sul movimento del salto, sul distacco dalla terra per “aspirare al cielo” (quindi dalla vita per aspirare alla morte), come afferma Madame Blanc. La donna viene condotta alla rinuncia della creazione, preferendo il potere della morte, che giunge con un quasi goffo tentativo di responsabilizzazione dei mali del mondo. Quindi nel film di Guadagnino, dalla forte sensibilità europea, la realtà e la Storia modellano l’individuo (eccome), non il contrario. E la paura è tutta qui. Nei traumi.

Annunci

Un pensiero su “Suspiria (2018): recensione del film di Luca Guadagnino

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...